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Artprojekt SA è attiva nella splendida regione del lago di Lugano.

Per conoscere meglio la nostra regione Vi presentiamo alcune informazioni geografiche, culturali, storiche e pratiche del Canton Ticino e della Svizzera in generale.

Lugano, storia e sviluppo
Lugano si è sviluppata dal centro verso la periferia, dai confini delimitati dall’edilizia conventuale dell’antico borgo verso la campagna circostante nelle direzioni di Cassarate, Molino Nuovo e a monte della ferrovia nel quartiere di Besso.

Una trasformazione che ha inizio verso la seconda metà dell’Ottocento e in particolare dopo l’arrivo a Lugano della Ferrovia del Gottardo e quando vengono tracciate le strade principali all’esterno del borgo, verso la piana di Cassarate, aprendo questa zona allo sviluppo edilizio.
Il quartiere del Centro coincide grosso modo con il nucleo storico e le sue adiacenze, un’area compresa tra la Stazione FFS, la parte bassa di Via San Gottardo, Via Zurigo, che fa da confine con Molino Nuovo e la sponda destra del fiume Cassarate, terminando a sud-ovest alla fine di Via Nassa, al confine con la Chiesa degli Angioli che segna l’inizio del quartiere di Loreto.
Il nucleo storico vero e proprio coincide con le sei contrade che componevano l’antico borgo: Nassa, Sassello, Cioccaro, Pessina, Cortogna e Canova. L’antico borgo si era sviluppato secondo un reticolo viario centrato sullo sbarco in riva al lago (tra l’attuale Piazza Manzoni e Piazza Rezzonico) e che nelle diverse direzioni portava alle porte di Santa Margherita, delle Cappuccine o di San Giuseppe, degli Angioli e a quella di San Lorenzo a cui si accedeva attraverso la famosa rizzata.

La fisionomia del quartiere del centro storico ha conosciuto nel tempo diverse trasformazioni radicali, in particolare attorno agli anni ’30 del secolo scorso (Novecento), quando venne aperta a monte Via Motta e fu così bonificato il quartiere del Sassello.
D’altra parte Lugano è una città da sempre caratterizzata da un notevole dinamismo economico e commerciale. Lugano è cresciuta più volte su se stessa, i palazzi sono stati elevati e trasformati ripetutamente per fare posto alle esigenze economiche e sociali che si presentarono nel tempo.

Queste trasformazioni avvennero con molta intensità durante la seconda metà dell’Ottocento con lo sviluppo dell’industria alberghiera e turistica e nel corso del Novecento, in particolare con gli interventi sul nucleo degli anni ’30, e nel secondo dopoguerra con lo sviluppo della piazza finanziaria di Lugano.

Il Piano regolatore del 1983 mise a disposizione uno strumento importante per orientare e delimitare gli interventi costruttivi e di ristrutturazione nell’ambito del centro storico e diede avvio a numerosi studi per la ridefinizione funzionale del centro e delle sue zone permettendo di affermare le qualità ambientali, architettoniche ed estetiche del nucleo.

Popolazione: 55.060 abitanti
Donne: 25.918
Uomini: 29.142
(Dati 31/12/2009 Ufficio Federale Statistica)

Il Ticino

Il fiume Ticino nasce in Svizzera dal gruppo del S. Bernardo. È lungo 248 chilometri ed è un affluente di sinistra del Po, nel quale si getta poco dopo Pavia. Percorre, nel suo viaggio, le valli Bedretto e Leventina, riceve il Brenno e il Moesa da sinistra, bagna Bellinzona, a Locarno entre nel Lago Maggiore, da cui esce a Sesto Calende. Dà il nome al Canton Ticino della Svizzera italiana. Gran parte delle sue acque finisce in rogge e canali a scopo irriguo o idroelettrico. Questo sfruttamento è iniziato fin dall’Alto Medioevo.

Il Ticino è ricordato ancora come il fiume più bello d’Europa, per il colore e la limpidezza delle acque, per la suggestiva forma di certe sue anse, per l’idilliaca quiete di certi posti. Purtroppo, negli anni Sessanta e Settanta, l’intenso sviluppo industriale delle zone che attraversa, lo sfruttamento idroelettrico ed agricolo delle sue acque, le vie di comunicazione e gli insediamenti urbani hanno pesantemente deturpato la bellezza del Ticino e la purezza delle sue acque. Grazie al processo di deindustrializzazione, alla realizzazione di depuratori e all’istituzionbe del Parco la situazione è decisamente migliorata. L’estrazione di sabbia e ghiaia dall’alveo sono proibite dal 1980, permettendo al fiume di riprendere il suo assetto naturale, divagando liberamente e creando splendidi ghiareti, lanche e meandri. Dopo aver solcato le colline moreniche a sud del Lago maggiore, nei 50 km del tratto mediano il fiume si separa in vari bracci che racchiudono una miriade di isolotti continuamente rimodellati dal fiume, soprattutto in occasione delle grandi piene.

Dal punto di vista paesaggistico nel parco si possono distinguere quattro zone: la valle fluviale, la pianura irrigua, l’altopiano asciutto e le colline.
Il Parco comprende diverse riserve naturali, come la Zelata a Bereguardo, il Vigano a Golasecca, il Turbigaccio a Lonate Pozzollo e La Fagiana, presso Pontevecchio di Magenta. I boschi planiziali più belli, come quelli di Pavia e Zerbolò, lasciati in eredità da Giuseppe Negri, sono tutelati da riserve naturali.

Al Ponte della Becca, dove Ticino e Po confluiscono, si assiste ad uno spettacolo suggestivo e, per certi versi, unico. Le acque azzurre (o quasi) del Ticino e quelle color mattone del “grande padre” non si fondono subito. Ciascuno dei due fiumi conserva il proprio colore naturale. E così, per un piccolo tratto il Po risulta bicolore: azzurro a sinistra e mattone a destra.
Non mancano i punti di interesse storico e architettonico (basti citare l’Abbazia di Morimondo, la Sforzesca di Vigevano, le ville dei Navigli), allineati lungo i navigli o le strade antiche, affacciati sulla valle del Ticino o immersi nel paesaggio variegato di questo spicchio di Lombardia.