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Confronta

Un Caso pratico: compro casa in Ticino (Svizzera), sono Italiano.
Quali sono le regole di riferimento e quali sono le cautele cui prestare attenzione?

Occorre innanzitutto distinguere fra abitazione primaria, residenza di vacanza o immobile ad uso commerciale. Infatti l’acquisto di immobili in Svizzera da parte di persone aventi la residenza all’estero è parzialmente limitato, ma la limitazione riguarda gli immobili ad uso abitativo. L’acquisto di un’immobile ad uso commerciale (negozi, uffici, locali per attività industriali o artigianali) non è soggetto a restrizioni.

Pure non soggetto a restrizioni è l’acquisto da parte di un cittadino straniero residente in Svizzera. Per residenza si intende domicilio, secondo il Codice Civile Svizzero, ossia il luogo in cui una persona dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente e dove ha il centro dei propri interessi. Dunque, il cittadino straniero che si è trasferito in Svizzera ed ha ottenuto dall’autorità amministrativa il relativo necessario permesso (permesso “B”) può acquistare qualsiasi immobile. Va precisato che i cittadini Italiani hanno, in virtù degli accordi bilaterali fra l’Unione Europea e la Confederazione Svizzera, il diritto di trasferirsi in Svizzera. L’acquisto dell’immobile può avere luogo solo dopo il trasferimento, sicché occorre mettere in conto la necessità di abitare per un certo periodo in affitto.

Il trasferimento in Svizzera comporta l’assoggettamento fiscale, fatte salve, per gli elementi imponibili in Italia, le disposizioni del trattato sulla doppia imposizione. È possibile concordare con l’autorità fiscale svizzera un’imposta forfettaria globale, con un’imposizione basata sul dispendio anziché sui redditi effettivi. In questo caso però decadono i benefici del trattato sulla doppia imposizione.

Il cittadino straniero residente all’estero può, previa autorizzazione, acquistare una residenza secondaria o di vacanza in un luogo turistico e se la superficie abitabile netta non supera, di regola, i 200 mq (nel caso di un’abitazione non in condominio, il fondo non deve superare i 1000 mq). La vendita di questi oggetti è contingentata, per cui può accadere che la domanda non venga accolta, a dipendenza dell’esaurimento del contingente annuo, salvo eventuale concessione dell’autorizzazione in un momento successivo. L’autorizzazione non è concessa a chi possiede già una proprietà immobiliare in Svizzera. Ciò accade anche in caso di proprietà del coniuge o di un figlio minorenne.

Rimane invece possibile l’acquisto di oggetti diversi da parte di genitori e loro figli maggiorenni. Nel caso dell’appartamento o casa di vacanza, l’aspetto fiscale è limitato alle imposte relative all’immobile medesimo, dovute con riguardo al valore della sostanza immobiliare ed al valore di reddito di questa (con aliquota progressiva in base all’reddito/patrimonio ovunque situato). Nel caso dell’uso proprio, viene calcolato un valore di reddito teorico. Da ricordare che l’autorizzazione all’acquisto viene di regola concessa accompagnata da alcuni oneri, quali il divieto di vendere per 5 anni dal giorno dell’acquisto, il divieto di locare a terzi (è ammessa la locazione per brevi periodi: massimo 10 mesi su 12) e l’obbligo di utilizzare personalmente l’oggetto per almeno due settimane all’anno. Il divieto di vendere non impedisce il passaggio di proprietà nell’ambito di una successione o di una donazione fra coniugi o fra genitori e figli.

Un’ultima annotazione: l’acquisto di un’immobile di natura abitativa o parzialmente abitativa da parte di una società detenuta da residenti esteri non è ammesso.

(Fonte: Compro casa in Ticino-Svizzera, Avv. Brenno Brunoni, bmalegal.ch)

Il Ticino è ricordato ancora come il fiume più bello d’Europa, per il colore e la limpidezza delle acque, per la suggestiva forma di certe sue anse, per l’idilliaca quiete di certi posti. Purtroppo, negli anni Sessanta e Settanta, l’intenso sviluppo industriale delle zone che attraversa, lo sfruttamento idroelettrico ed agricolo delle sue acque, le vie di comunicazione e gli insediamenti urbani hanno pesantemente deturpato la bellezza del Ticino e la purezza delle sue acque. Grazie al processo di deindustrializzazione, alla realizzazione di depuratori e all’istituzionbe del Parco la situazione è decisamente migliorata. L’estrazione di sabbia e ghiaia dall’alveo sono proibite dal 1980, permettendo al fiume di riprendere il suo assetto naturale, divagando liberamente e creando splendidi ghiareti, lanche e meandri. Dopo aver solcato le colline moreniche a sud del Lago maggiore, nei 50 km del tratto mediano il fiume si separa in vari bracci che racchiudono una miriade di isolotti continuamente rimodellati dal fiume, soprattutto in occasione delle grandi piene.

Dal punto di vista paesaggistico nel parco si possono distinguere quattro zone: la valle fluviale, la pianura irrigua, l’altopiano asciutto e le colline.
Il Parco comprende diverse riserve naturali, come la Zelata a Bereguardo, il Vigano a Golasecca, il Turbigaccio a Lonate Pozzollo e La Fagiana, presso Pontevecchio di Magenta. I boschi planiziali più belli, come quelli di Pavia e Zerbolò, lasciati in eredità da Giuseppe Negri, sono tutelati da riserve naturali.

Al Ponte della Becca, dove Ticino e Po confluiscono, si assiste ad uno spettacolo suggestivo e, per certi versi, unico. Le acque azzurre (o quasi) del Ticino e quelle color mattone del “grande padre” non si fondono subito. Ciascuno dei due fiumi conserva il proprio colore naturale. E così, per un piccolo tratto il Po risulta bicolore: azzurro a sinistra e mattone a destra.
Non mancano i punti di interesse storico e architettonico (basti citare l’Abbazia di Morimondo, la Sforzesca di Vigevano, le ville dei Navigli), allineati lungo i navigli o le strade antiche, affacciati sulla valle del Ticino o immersi nel paesaggio variegato di questo spicchio di Lombardia.